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La costruzione di percorsi innovativi presuppone invece ponderatezza, verifica delle risorse in campo sul territorio, costruzione di una rete operativa di enti, servizi etc. Mancano interventi specifici sulle fasce di marginalit grave minorile, gli orfanotrofi sono stati chiusi da 2 anni ma non si monitorato troppo la sua riconversione ( e li erano ospitati i casi di estrema povert, disabili, minori difficili con problematiche mentali)mentre si sono servizi di bassa soglia per adulti donne e uomini: dormitori, mense etc Per parlare di un fenomeno bisognerebbe conoscere i termini della questione e purtroppo in Italia mancano dati certi sul mondo minorile in generale dunque tanto meno quelli specifici sulla marginalit estrema : ci sono dati sui minori inseriti nei circoli scolastici anche se in ritardo e basandosi sulle preiscrizione e non sulla reale presenza, quindi spesso sfugge la dispersione scolastica. ci sono dati sul tasso di nascite e su quello di mortalit, sullospedalizzazione, sui minori che rientrano nel programma di richiesta asilo Ma dal 2000 non viene fatta una rilevazione sui senza dimora ovvero sulla povert assoluta in generale. Perche? Perch e costosa, perch pi difficile da rilevareperche sono solo cittadini in erba ma ancora non votano? Se poi si parla di emarginazione ed immigrazione minorile siamo proprio nel campo della percezione: difficile quantificare limmigrazione clandestina difficile quantificare il tasso di evasione scolastica n. dei minori stranieri non accompagnati (ovvero senza tutela genitoriale) segnalati al Comitato Minori Stranieri al 31.12.07 risultano essere 6.453, mentre ne risultano 7.870 quelli presi in carico dai servizi sociali territoriali: per il loro alto tasso di mobilit, per il dichiarare generalit false etc. Non sempre vengono rilasciati permessi di soggiorno per minore et per cui si diventa invisibili anche se per la dichiarazione dei diritti del fanciullo a tutti dovrebbe esser presi in carico dai servizi. Come si fa ad intervenire a livello nazionale, regionale, locale in maniera efficace se non si conoscono i termini, lampiezza di un fenomeno? Ovvero se non ci sono dati ovvero un monitoraggio costante sulle risorse, sulle buone prassi che nascono in risposta ai bisogni dei minori? Dopo questa doverosa premessa vorrei raccontare, grazie alla mia esperienza in Caritas Italiana come le Caritas diocesane operano sui minori, quale diversit e quale ricchezza di soluzioni vengono propostela fantasia della carit. A metodologia di lavoro parte sempre dal centro di ascolto lunit di base di ogni caritas sia parrocchiale sia diocesana, lo spazio di disponibilit in cui la comunit mette a disposizione risorse del territorio a servizio dei bisogni. Una sorta di piccola antenna che rileva i bisogni, che vengono analizzata tramite il proprio osservatorio e ha a percezione dei bisogni che cambiano Caritas in base ai bisogni nuovi che ritiene prioritari decide di intervenire attraverso le cosiddette opere segno, ovvero servizi nuovi ed innovativi che non sono ancora presenti, coordinandosi con i servizi sociali, con le altre agenzie del privato sociale. Importantissima e la cura della retela rete con gli altri centri di ascolto nel territorio (parrocchiali e diocesani), la rete con i servizi sociali e la societ civileper evitare di fare interventi doppione o non coordinati. Qualsiasi intervento sociale abbisogna della costruzione di una filiera che preveda il passaggio dalla condizione di emergenza verso una progressiva condizione di autonomiae questo tanto pi vero ed urgente quando si parla di minori ovvero di persone che hanno tutto il futuro davanti. Per quanto riguarda gli interventi per la forte marginalit i servizi classici e forse quelli che resistono nel tempo soprattutto nelle aree metropolitane sono: il servizio della mensa, la distribuzione dei vivere presso le stazioni e i centri di accoglienza bassa soglia ovvero quelli che garantiscono un ricovero dalle 19 alle 9 del mattino successivo. Queste realt sono pensate per persone adulte ma non di rado capita di impattare in qualche minorenne, la procedura prevede lattivazione di altre realt (private ma anche sei servizi territoriali) che accolgono i ragazzi altrove in realt pi piccole e adatte. Sicuramente vengono segnalati e presi in carico in maniera diversa rispetto agli adulti, anche se e poi difficile capire o valutare se siano accompagnati da un adulto genitore o da altre persone. Gli interventi delle Caritas diocesane di cui voglio parlarvi sono interventi sul mondo minorile in generale, proprio perch la valutazione e categorizzazione della maggiore o minore marginalit molto sottile e forse inutile visto che si sta parlando di persone in formazione che abbisognano subito di interventi di cura, crescita stimolo integrazione con altri loro coetanei italiani, stranieri Lo stile di lavoro di questi servizi mette sempre al centro la persona ed pervasa da pragmatismoovvero di impara facendo, sperimentando come nel mondo della scuola, che e il primo spazio la prima antenna attraverso la quale possibile fare interventi sui minori in disagio. Spesso i servizi in questione sono in stretto contatto con gli insegnanti dei minori con i quali si lavora proprio perch senza la rete molte sono fatiche inutili e poco efficaci. Spesso i centri con attivit laboratoriali di promozione e sostegno (centri di aggregazione, centri diurni e centri interculturali ) pattuiscono con i singoli ragazzi che la frequenza a queste attivit legata indissolubilmente alla regolare frequenza scolastica. Alcuni esempi di progettualit dedicate ai minori messe in atto grazie ai fondi CEI 8 per mille dal 2005 ad oggi Nidi Caritas Adria Rovigo Sostegno alle rette per le famiglie indigenti Sostegno alla integrazione dei genitori e famiglie stranieri Corsi di apprendimento della lingua italiana Formazione e sostegno nella gestione economica della famiglia Centri di aggregazione giovanili Caritas Venezia Integrazione con lo sport e la promozione delle serate musicali Caritas Caltanissetta Laboratori di pasticceria , teatro sperimentale, informatica e palestra Incontri con i genitori Integrazione con i servizi scolastici Integrazione tramite larte di ragazzi disabili Educazione alla legalit Coinvolgimento del carcere e dei ragazzi reclusi Centro di aggregazione interculturale adolescenti: tunisini, slavi e italiani Caritas Mazzara del Vallo Sostegno scolastico Visite sul territorio Attivit sportive musicali ed artistiche Centri diurni minori Caritas Firenze Presa in carico dei servizi Accompagnamento scolastico servizio di doposcuola Attivit sportive in collaborazione con il CONI Laboratori di creativit interculturali Sostegno linguistico e per stranieri Sostegno alla genitorialit Comunit alloggio Caritas di Napoli Rete con i servizi pubblici 6/8 minori il 1 anno di cui 4 affidamenti 10/12 posti dal 2 anno Centro per minori stranieri non accompagnati Caritas Pescara Penne Censimento con le unit di strada 6 posti letto in prima accoglienza in attesa di rimpatrio assistito o integrazione Progetto personalizzato Gi solo da questi pochi esempi si vede che ognuno declina lintervento adeguandolo alla propria situazione locale ma che le differenze tra nord e sud non sono significative. Sicuramente cambia la provenienza dei ragazzi che sar diversa a seconda delle rotte migratorie su cui il territorio di approdo si trovama le problematiche sono le stesse lintegrazione per i ragazzi stranieri ma anche per quelli italiani che partono da condizioni di svantaggio affettivo, culturale, economico, ma soprattutto riuscire in ogni caso ad agganciare gli adulti di riferimento. Cambia inoltre anche la possibilit di trovare risorse aggiuntive a seconda della ricchezza del territorio non solo in termini economici ma di legami sociali e culturali, di sviluppo della rete delle associazioni. Generalmente i minori sono in difficolt perch non ci sono famiglie e genitori alle spalle o perch questi vivono in difficolt, e lemergenza sembra sempre pi essere questa: lintegrazione dei minori stranieri di seconda generazione, nati in Italia che si sentono italiani e parlano come gli altri, ma che vivono a casa una cultura di origine diversa della quale spesso di vergognano e con una famiglia chiusa e poco integrata i minori adottati la cui integrazione nella famiglia non funziona o entra in crisi per la fragilit dei genitori, per la ricerca delle radici che sorge negli anni adolescenziali Chiuderei lintervento sottolineando ancora una volta la necessita di lavorare in Rete e di condividere le buone prassi e chiedendo anche agli enti locali e ai servizi territoriali con forza di farsi promotori della costruzione e della richiesta di dati e ricerche sulla condizione minorile in generale e in particolare su quella pi emarginata. E difficile pensare ad interventi sociali efficaci senza conoscere a fondo i bisogni, le situazioni, le facce e lampiezza dei fenomeni ~  һ馑|gPg>/hewIh?YZîucLc,h-zh-z5B* CJOJQJ^JaJph3#h-zB* CJOJQJ^JaJph3#h$B* CJOJQJ^JaJph3)hewIhB* CJOJQJ^JaJph3#hNB* CJOJQJ^JaJph3)hewIh@B* CJOJQJ^JaJph3#h@B* CJOJQJ^JaJph3)hewIh.B* CJOJQJ^JaJph3)hewIh$B* CJOJQJ^JaJph3Z[\ CDEG\`n?cmXAXAXX,h-zh/_5B* CJOJQJ^JaJph3)hewIh/_B* CJOJQJ^JaJph3,h-zh5B* CJOJQJ^JaJph3)hewIhewIB* CJOJQJ^JaJph3#hNB* CJOJQJ^JaJph3)hewIhB* CJOJQJ^JaJph3)hewIh*B* CJOJQJ^JaJph3#hDpB* CJOJQJ^JaJph3,hewIhewI>*B* CJOJQJ^JaJph3,hewIhewI5B* CJOJQJ^JaJph3#hNB* CJOJQJ^JaJph3#hewIB* CJOJQJ^JaJph3#h4KB* CJOJQJ^JaJph3#hwB* CJOJQJ^JaJph3#h-zB* CJOJQJ^JaJph3%"V"W"""""##9#V####$!$"$F$b$$$$$$ %\%t%u%$&gdwgdewI""""""""""## ####!#)#8#9#"$վq]Fq,hwhw>*B* CJOJQJ^JaJph3&hw5B* CJOJQJ^JaJph3,hDphw5B* CJOJQJ^JaJph3#hwB* CJOJQJ^JaJph3#hCB* CJOJQJ^JaJph3#hewIB* CJOJQJ^JaJph3,hewIhewI>*B* CJOJQJ^JaJph3,hewIhewI5B* CJOJQJ^JaJph3&hewI5B* CJOJQJ^JaJph3"$4$E$F$$$$$g%h%t%u%x%~%%&&<'''((Ҁn\J\J\J\J8\#h@B* CJOJQJ^JaJph3#hwB* CJOJQJ^JaJph3#h4KB* CJOJQJ^JaJph3#hW<B* CJOJQJ^JaJph3)hDphDpB* CJOJQJ^JaJph3&hDp5B* CJOJQJ^JaJph3,hDphDp5B* CJOJQJ^JaJph3#hDpB* CJOJQJ^JaJph3,hDphDp>*B* CJOJQJ^JaJph3,hDphC5B* CJOJQJ^JaJph3$&'((4)1***,,gdN & Fgd@gd@ (((4)n)1*C*r****++;+A+\+++=,>,,,,w`w`wN`wNw#hdB* CJOJQJ^JaJph3,h-zh-z5B* CJOJQJ^JaJph3#h-zB* CJOJQJ^JaJph3#hNB* CJOJQJ^JaJph3)h@h@B* CJOJQJ^JaJph3&h@5B* CJOJQJ^JaJph3,h@h@5B* CJOJQJ^JaJph3#h4KB* CJOJQJ^JaJph3#h@B* CJOJQJ^JaJph3,1h. 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